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.: TUTTOMOTO :..: luglio 1986 :.

DEO E I SUOI FEDELI
Pazzo mondo dei motori

A cura di Raffaele Laurenzi

II Deo della moto è lui, Amedeo Pizzinato da Fiaschetti (Pordenone). Nel 1977 è venuto a Milano dove, in via Marcantonio 40, ha costruito il suo santuario. I suoi fedeli sono motociclisti di tutte le cilindrate, a due e a quattro tempi. Ma non sono motociclisti qualunque: soltanto quelli davvero bravi e simpatici fanno parte del suo club. Prima di essere riverito come il santone delle moto, Amedeo (per gli amici Deo) ha lavorato parecchi anni. La sua è stata una vita piuttosto diffìcile: alle spalle di Deo infatti non c'è stato un padre in grado di rispondere con un assegno a ogni desiderio del figlio. Amedeo, però, sapeva quello che voleva, ha tenuto duro e alla fine ha raggiunto il suo sogno: aprire un'officina con annessa concessionaria motociclistica che fosse una specie di santuario riservato solamente ai veri appassionati. Tutto cominciò un giorno di maggio del 1951. Il parroco del paese era andato alla stazione in sella al suo "Mosquito". Lì aveva adocchiato il piccolo Deo (che allora aveva soltanto 8 anni) e lo aveva pregato di riportargli il fedele ciclomotore in canonica, ben inteso pedalando. Prima ancora di rispondere "sì, padre",

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Milano. Barba e capelli lunghi, Amedeo Pizzinato, detto Deo, è uno che la moto la prende sul serio. Nella foto grande lo vediamo uscire In prova su una potente Yamaha. Nella foto qui sopra, uno scorcio della sua officina, con manifesti, aperitivi e foto ricordo. Nel suo genere, quella di Deo è una bottega unica al mondo.

Deo era già in sella e continuò a percorrere su e giù (a motore ovviamente) la strada che portava in paese finché non fini la miscela. Fu in quell'occasione che Deo scoprì la fede. Per la moto s'intende. A 14 anni trovò lavoro presso un magazzino di materiale elettrico. Gli affidarono una vecchia Lambretta "125" e lo mandarono in giro a fare consegne. "Uno dei più bei lavori della mia vita", ricorda Deo. Pochi mesi più tardi gli capitò un grosso affare. Vendette a un amico la sua collezione di "45 giri" e con quei soldi riusci a comprarsi un "Motom": vecchio e malconcio, ma suo. A 18 anni il grande passo: con grandi sacrifici entrò in possesso di una fiammante e veloce Gilera "175", una ve-
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Centauri un po' misogini
Milano. A sinistra: l'officina vera e propria è nel retrobottega. Anche qui regnano ordine e pulizia come in una asettica sala chirurgica. Deo Pizzinato è specializzato in trapianti. La moto a 180 all'ora fa i capricci? Niente paura: Deo sa che cosa cambiare o che cosa modificare rispetto all'originale. "Anche i giapponesi", egli sostiene, "commettono errori, io li correggo". Qui a destra: il saloncino dove sono ordinatamente esposte le moto in vendita. Foto sotto: Deo è coccolato e vezzeggiato dalle ragazze che frequentano numerose il club "Deo Mach 0,17", alle quali non è tuttavia permesso prendere posto sulle moto dei soci. Anche perché si tratta di sportivissime monoposto.

ra motocicletta, finalmente, una signora moto per quei tempi. La sua esperienza in campo motociclistico non si limitava tuttavia alla guida, anche se sportiva. A poco a poco Deo imparava tutti i segreti meccanici delle due ruote. Riparava da sé le sue motociclette e spesso anche quelle degli amici. Finché aprì una stazione di servizio con annessa officina, dove, tra un pieno e l'altro, smontava, riparava e rimontava cavalcature d'ogni genere. Oggi Deo fa il meccanico a tempo pieno: non per lucro, ma per passione. Tè ne rendi conto osservando la sua bottega, che ha trasformato, come era nei suoi sogni, in una specie di santuario. L'ordine e la pulizia che vi regnano, infatti, non sono quelli di una normale officina. Alle pareti trovi di tutto: quadri, manifesti e gigantografie. In un angolo è sistemato uno scaffale pieno di libri, trofei e ricordi. Qua e là oggetti originali (posacenere, portavasi, lampadari e così via) realizzati artistica-

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L'arredamento stile meccanico
Milano. 1. Alle pareti sono appese maschere africane, piante sempreverdi e persino opere d'arte: più che una concessionaria di motociclette, sembra la sala di un ritrovo esclusivo. 2. Corone, pignoni e catene di trasmissione saldati assieme: scultura astratta realizzata con paziente lavoro e tanta fantasia dallo stesso Deo. 3. Un collettore di scarico verniciato di rosso è diventato una originale fioriera. 4. Questa della pulizia è una fissazione di Deo. 5. Quel marchio Laverda non è stato messo li per caso: la moto preterita di Deo è infatti una Laverda "SFC". 6. Tubi di scarico cromati, ed ecco fatta un'altra fioriera. L'officina ritrovo di Deo è frequentata solamente da veri appassionati di moto. L'argomento di conversazione preterito, facile immaginarlo, è sempre lo stesso.

mente con pazienza e tanta fantasia dal nostro Deo saldando assieme pezzi di telaio e di motore di vecchie moto. Tutta roba degna della miglior "pop-art". Deo opera sulle moto in tuta bianca; spesso indossa i guanti. I clienti sono quasi tutti amici. I nuovi clienti non tardano a diventarlo. Il santuario della moto, cioè l'officina di Deo, è il loro punto di ritrovo". Qui hanno da sedere, da leggere (TUTTOMOTO è sempre nel portariviste), da bere (sì, c'è anche un fornitissimo bar), e soprattutto trovano i giusti interlocutori per parlare di sport (abbastanza), di politica (molto poco) e di motociclette (qui non ci sono limiti). Ma tra tanti amici Deo ha scelto i suoi prediletti. Con loro ha fondato un club, il Deo Mach 0,17 (Mach 0,17 corrispondono a 200 km/h). Le ragazze, mogli o fidanzate che siano, qui sono le ben-venute, ma quando gli amici del Mach 0,17 si riuniscono per le loro scorribande in moto, esse devono restarsene a casa. "Non far mai salire una donna sulla sella posteriore", predica Deo, "potrebbe farti perdere l'equilibrio". I suoi seguaci ubbidiscono senza battere ciglio e smanettano con orgoglio dietro la La- verda del loro "unico" Deo.

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Milano. In queste foto, una panoramica del "Santuario della moto", di cui Amedeo Pizzinato è ideatore e animatore. L'officina e concessionaria è in attività dal 1977. In precedenza Deo ha fatto altri mestieri, tra cui il garzone di bottega e il benzinaio. La passione per la moto l'ha nel sangue da quando era un bambino. A 14 anni Deo guidava la Lambretta "125".

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