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STARE DA DEO
Punti di ritrovo
L'officina più singolare si trova nella zona nord di Milano: alle sue pareti chiavi inglesi, bottiglie di liquore e quadri astratti e foto di viaggi.
E' il luogo in cui si da appuntamento un gruppo di appassionati che si riuniscono intorno al personaggio che al locale a dato il proprio nome.
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Amedeo Pizzinato, 46 anni, in arte Deo (in primo piano), con un gruppo di amici. La sua officina di motoassistenza ha sede a Milano, al numero 40 di via Marcantonio dal Re. |
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Ajaccio, agosto 1989. Alla periferia della città una moto è ferma davanti un bar. All'interno un motociclista e la sua compagnia. Nella calma assoluta del primo pomeriggio un'altra moto si ferma davanti allo stesso bar, una coppia ne scende, entra nel locale e si dirige a colpo sicuro verso i due avventori. Un saluto, un breve abbraccio, un'ora spesa a raccontarsi episodi e avventure di quella vacanza e di altre, ormai passate. Un incontro tra vecchi amici rimasti separati per anni? No tra motociclisti che non si erano mai visti prima. Ma entrambi accomunati da una sorta di segno di riconoscimento, un piccolo adesivo con una sola parola appiccicato sul parafango posteriore delle rispettive moto: Deo. Niente a che vedere con una setta religiosa sotterranea o con un movimento fideista emergente. Deo è un nome di un'officina milanese, del centro di motoassistenza messo in piedi da un personaggio dotato di una singolare abilità nel creare consenso intorno a sé e nel cementare, come in una sorta di patto segreto, l'unione tra chi frequenta la sua officina. Amedeo Pizzinato, 46 anni, nativo di un piccolo paese di contadini in provincia di Pordenone, ma milanese di adozione dall'età di tredici anni, ha nel sangue il bacillo della moto dall'età di otto anni. "Da quando il parroco del mio paese, che possedeva un mosquito, si fece accompagnare da me alla stazione di Sacile, lontana tre chilometri, perché io gli riportassi la sua bicicletta a motore dopo la sua partenza", racconta oggi Pizzinato, alias Deo per tutti, che si tratti di clienti, amici, banche o fornitori. "Il sacerdote,
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Sotto l'occhio di Mike the Bike
Foto grande:
sopra la porta che immette nell’officina il manifesto di Mike Hailwood su BSA Rocket 3 alla 200 miglia di Daytona nel 1970.
In alto: parte di un coperchio laverda 1000 tre cilindri trasformato in bocchetta di diffusione dell’aria di riscaldamento.
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naturalmente, immaginava che io sarei tornato indietro pedalando come su una qualsiasi bicicletta, io invece abbassai la leva che metteva il rullo di trasmissione a contatto con la ruota posteriore, girai il manettino del gas e partii. Non mi fermai che tre ore dopo, e solo perché il serbatoio era asciutto". In seguito, a Milano, anni di lavori diversi sempre sottolineati da un minimo comun denominatore: la moto. Prima una Capriolo, poi la Iso 150 con cui accompagnava ai comizi il fratello Antonio, il sindacalista già leader della Cgil ("ma non mi piace che i giornali parlino di me come del fratello di Antonio" spiega Deo "perché tra fratelli e sorelle siamo in sei e parlare solo di Antonio equivale a fare un torto agli altri: chi parla della famiglia Pizzinato dovrebbe sempre parlare di tutti, uniti come le dita di una stessa mano"). Poi ancora una Gilera 175, un'altra Gilera (una 300 bicilindrica) e una serie Laverda 750 (dalla SF alla SFC) che hanno accompagnato i suoi anni di lavoro come fotolitista prima, poi come fotografo e infine come gestore di una stazione di servizio con officina di assistenza moto annessa. Ma il suo sogno era di mettersi in proprio, aprendo un centro dove mettere le mani nei motori ma anche dove amalgamare un gruppo di amici, fedeli e legati l'uno all'altro per la pelle (non solo quella della tuta). La realizzazione del sogno è datata 1981, 30 marzo: la motoassistenza Deo apre i battenti in via Marcantonio Dal Re 40, a due passi da piazzale Accursio, con una festa iniziata alle dieci di mattina e conclusasi alle prime luci dell'alba del giorno dopo ("Avevo milioni di debiti a cui far fronte", racconta Deo. "Ma pensai: fatto 30 facciamo 31, per mal che vada dovrò firmare
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Foto grande: Deo fa capolino dalla buca sotto il motore di una Yamaha XV 750 in riparazione: sullo sfondo, bottiglie di liquore e una volpe imbalsamata. In questa pagina, dall’alto: uno scarico Figaroli, per Deo autentica scultura in lega leggera, e un emblema Laverda, la marca del cuore di Deo; una sua scultura astratta con pezzi di moto e marmitte; la raccolta dei pensieri di Deo e dei suoi amici più vicini; l’angolo libreria del suo centro di motoassistenza. fuori dalla vetrina, appassionati raccolti a parlare di moto. |
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qualche cambiale in più per le casse di champagne"). L'anno dopo la fondazione del proprio Club: Deo Mach 0,17 (la cifra deriva dalla frazione numerica della velocità del suono corrispondente a 200 Km/h). Un gruppo di amici che nel corso degli anni si è andato allargando, e che mentre Deo traffica su assi a camme in officina e diagrammi di distribuzione si riunisce per parlare di moto ma anche di tutto il resto. Qui le pareti sono ornate non solo da chiavi inglesi ma anche, e soprattutto, da quadri astratti creati dallo stesso Deo con parti di motori e di telai, da scaffali con bottiglie di vino e di liquori sempre a disposizioni degli ospiti, da pannelli con le fotografie con le gite fatte in compagnia, da piccoli libri in cui Deo e i suoi amici scrivono le frasi che vengono loro in mente. Deo accetta tutti: "a due condizioni però", ammonisce. "La prima che non pretendano di instaurare fra me e loro un rapporto basato solo sulle cifre spese per la manutenzione della moto, il meccanico deve essere essere anche un amico in cui riporre fiducia. La seconda: che chi viene da me non pretenda di spiegarmi subito quale difetto ha la sua moto. A quel punto tanto vale che se la ripari lui". Sul fronte delle moto, invece, porte aperte a tutte quelle costruite dopo il 1970 , giapponesi in particolare: unica eccezione la Moto Guzzi e la BMW. Ma per tutti, clienti affezionati e motociclisti di passaggio, l'appuntamento è già fissato per il pomeriggio del 30 marzo 1990: quel giorno, infatti, come il trenta marzo di ogni anno, Deo festeggerà l'anniversario dell'apertura del suo centro di motoassistenza con una mezza giornata di champagne, musica e festa. Augurandosi che qualche altro appassionato vada ad aggiungersi alla schiera dei suoi fedeli.
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Caschi, fotografie ricordo e una Laverda 1000 SFC personalizzata
Foto grande: Deo al tavolo del suo ufficio, illuminato da una lampada costruita da un cliente riconoscente. Nelle foto piccole, dall'alto: in cima ad uno scaffale Deo ha raccolto i caschi che lo hanno accompagnato nei suoi anni di lavoro (ogni casco e' decorato in modo diverso); un'occhiata ad uno dei pannelli su cui sono raccolte le foto ricordo dei viaggi e delle gite a cui prendono parte i componenti del club Mach 0,17; Deo con la sua moto: una Laverda 1000 SFC personalizzata con ruote a raggi.
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