.:in copertina:.
.: BIKERS LIFE :..: settembre 1996 :.
E' l'ultima creatura di Deo Pizzinato. Una specie di puzzle realizzato con "scarti" di moto. Un capolavoro nero affiancato alla grazia sfuggente di Chiara.

di Guidarello

foto Sergio Pancaldi

I contorni di una figura umana si muovono appena percettibili sullo sfondo nero di un antro motociclistico. Si ode uno sferragliare di chiavi, poi un suono metallico diverso, come trascinato, seguito da un breve silenzio. Sotto un cono di luce bianca proiettata, un braccio e una barba si torcono grintose, c'è da serrare definitivamente un dado sull'asse di una ruota, lo sforzo trattenuto si musica in un rantolo. Poi il sollievo sospirato annuncia che il lavoro è proprio terminato. Il clic dell'interruttore precede la notte. Ma nell'antro in fondo alla via c'è qualcosa di strano, che inquieta. Come un Pinocchio metallico la creatura ferrosa si anima pian piano e snoda le sue trame luciferine. Lo spirito inquieto evocato inconsapevolmente dal lavoro meccanico dispiega le sue ali come nella rappresentazione disneyana della "Notte sul Monte Calvo". Il potere alchemico nelle mani dell'uomo perfora talvolta il perimetro dell'intenzione per penetrare realtà sconosciute. Nessun costruttore ha mai valutato a priori con esattezza la portata delle proprie opere. Voleva realizzare qualcosa di diverso, adoperando pezzi di recupero "cannibalizzati" da moto in stato di avanzata decomposizione, Deo si è impegnato, ma con disincantato distacco: "Così, tanto per provare". Tutto comincia in una pausa di lavoro, un pensiero che viene da lontano si insinua nella mente e scaturisce in un'idea che ne accende, in rapida successione, una lunga sequenza. Si parte da una meccanica sinistrata che riposa miracolosamente intatta: si tratta di una Honda CBX 750-F2. La quattro cilindri della Casa dell'Ala Dorata raffreddata ad aria nella sua ultima configurazione che chiude la saga delle Honda Four principiata dalla CB 750 del 1969. Dopo aver opportunamente rivisto e tagliato la parte posteriore del telaio, lo stesso viene verniciato di nero lucido. Quindi sulla testa della forcella originale vengono montati due semimanubri Honda CBX 11OOR. La pompa del freno anteriore a doppio disco originale è sostituita con una di provenienza Yamaha 600 XT; stesso discorso per la pompa della frizione idraulica che ora è di una Yamaha FZR 1000. Il serbatoio della benzina, riverniciato in nero e argento, proviene da una Laverda 125 Sport, ed è stato scelto per la sua linea a "goccia". Le altre "lamiere" sono rispettivamente un parafango anteriore con la lama sagomata davanti e segata nella parte "utile" posteriore, e uno recuperato da una vecchia Laverda 750 SF che viene adattato alzandolo, che accoglie il gruppo ottico posteriore di una Yamaha XT 600. Il faro anteriore rettangolare, di dimensioni contenute, apparteneva ad una Zundapp 175 ed è sovrastato da un piccolo, ed efficace cupolino che proteggeva una Yamaha Super-Tenerè. Accanto al faro sono state sistemate le frecce di una Cagiva Mito, mentre il piccolo strumento a sinistra che occhieggia sotto il serbatoio era alloggiato sul cruscotto di una Suzuki 500. L'impianto di scarico 4 in 1 con il terminale "cut slash" è di Franco Figaroli, la batteria a secco del tipo sigillato apparteneva invece ad una Yamaha TDM. La pedaliera originale è stata modificata per adeguarla a un nuovo assetto che vede ridotta l'altezza della sella; e anche quest'ultima è stata realizzata su misura. Per completare il lavoro, una scatola dei ferri di una Honda CX 500 e le tubazioni dei freni e della frizione di tipo aeronautico. Una ragazza bionda emerge dal magma fumigante, la sua figura si staglia netta, come il suo sguardo affilato. Non più vittima predestinata e inconsapevole, ma complice di questa suggestione, Chiara allude ipnotica. L'arcano della Genesi esercita magnetismo e inquietudine. Il crepuscolo è la frattura fra due mondi: guardatevi bene attorno, fra strade, viuzze e vicoli bui un'ombra si aggira. Il Principe delle tenebre è tornato.

DIDASCALIA

Nell'angolo in alto, a sinistra, il faro della Zundapp 175 e il frontale. Nel particolare a fianco, il gruppo termico piu' famoso della Honda, il CBX 750, nella sua ultima versione. Qui sopra, un particolare del serbatoio e del contachilometri. Nella foto grande si capisce come tutto sia stato assemblato da mani esperte per ottenere un risultato affascinante.

SCHEDA TECNICA


GENERALITA'
Moto: CBX 750 F2
Nome: Vampiro
Proprietario: Deo Pizzinato
Località: Milano
Anno: 1993
MODIFICHE
Telaio mod. posteriormente
Verniciatura: nera e argento
PARTI SPECIALI
Manubrio
Pompa freni anteriori
Pompa frizione
Serbatoio
Parafango posteriore
Faro anteriore
Faro posteriore
Frecce
Specchietto Arlen Ness
Scarichi
Cupolino
Contachilometri
Tubazioni freni e frizione
Sella

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