.:in copertina:.
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.: BIMOTA CLUB ITALIA :..: ottobre 1997 :. |
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VAIRANO: atto secondo
di Giorgio Sarti
Ad un anno di distanza siamo tornati sulla pista che avevamo inaugurato: mai moto avevano calcato questo asfalto prima di noi. Ora la situazione è decisamente migliorata e il circuito è sede di prove da parte di testate motociclistiche e viene affittata dai motoclub.
Cielo lattiginoso (nelle foto scattate da Saverio potete ammirare alcuni dei suoi famosi effetti speciali) ma entusiasmo soleggiato da parte dei partecipanti: non c'è che dire, ogni appuntamento in pista è una festa.
Siamo anche riusciti a fare un paio di giri ad andatura tranquilla, preceduti dal pick-up con su Saverio che scattava: che fatica per non spalancare la manetta. Non si erano mai viste tante Bimota andare così piano. Poi, quando la... Pace Car si è fatta da parte tutti i bimotisti hanno arricciato l'asfalto spalancando la manetta fino all'intervento del limitatore.
Tra i partecipanti com non segnalare i fratelli Valerio che come al solito attraversano l'Italia pur di essere in pista. E poi Deo, che è venuto via quando era ormai notte fonda e inanellava ancora giri su giri, a fari accesi come in una gara di Endurance.
Tante YB9, ma anche due belle Furano, due Tesi (ES e EF) e la storica SB4.
Ma non sono mancate una KB2 e ben due KB1, praticamente da collezione. Ultim'ora: ha appena telefonato Deo da Vairano. Vuole altre taniche...
DIDASCALIA
Nella pagina precedente: ad ogni raduno si rinnova l'emozione di vedere tante
Bimota accostate insieme.
In basso: ancora pochi secondi per esigenze fotografiche, poi via tutti insieme a manetta spalancata.
In questa pagina: in alto i fratelli Valerio impegnati nel loro perfetto stile racing.
Al centro: una pausa al paddock per smaltire le tossine.
A fianco: in primo piano le DIECI di Gianfranco Goretti.
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I pensieri di Deo
Lei era lì, adagiata sul palco come sa esserlo una vera regina. Le sue forme turgide e nello stesso tempo languide, si muovevano per effetto di un gioco di luci ed ombre che la avvolgevano, con dolcezza su di lei. La guardavo nascosto da dietro una colonna, mentre nelle vene il sangue mi scorreva in un ritmo sempre più tumultuoso. Il mio petto si alzava ed abbassava sempre più veloce sotto la spinta dei miei polmoni, che reclamavano sempre più aria. La mente corre sotto l'effetto di queste sensazioni e incomincia l'ossessione, non riesco a fermarmi. Ho voglia di possederla, amarla profondamente con dolcezza.
Ma so già che sarà impossibile ed allora questa mia voglia si trasforma in un odio verso le ombre che continuano a toccarla, li materializzo così i miei occhi le possono vedere e le mie mani adagiarsi su di loro. Ho voglia di catapultarmi con furore. Sono i violentatori della mia Regina, ma l'egoismo prevale in me. Non posso fermare il ruscello che alimenta la mia vita nel mondo Bimota. In questa rabbia repressa mi tolgo una soddisfazione urlo al mondo i nomi dei violentatori della Regina; cosi il popolo saprà. Sono: Giorgio, Fernando, Vincenzo. E lei, lei che non si è difesa sino alla morte. Bimota 500 Vdue.
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