.:in copertina:.
.: IN MOTO :..: dicembre 1998 :.

LA TRE CILINDRI ALL'ITALIANA
LA LAVERDA 1000 SFC TENTÒ DI OPPORSI ALLE GIAPPONESI CON BUONE PRESTAZIONI

di Giovanna Guiso

foto Roberto Motta

Nel 1982 la Moto Laverda presenta al Salone di Colonia la 1000 SFC, ultimo modello di una produzione cominciata trentacinque anni prima. Realizzata inizialmente soltanto per il mercato estero, la nuova moto è l'evoluzione sportiva della RGS e costituisce l'ultimo tentativo della Casa di Breganze di riconquistare un mercato ormai dominato dal prodotto giapponese. La 1000 SFC è equipaggiata con un propulsore tricilindrico a 4 tempi con misure di alesaggio e corsa pari a 75 x 74 mm (980,76 cmq), raffreddato ad aria, che sviluppa 93-94 CV a 8000 giri ed è in grado di sfiorare la velocità di 240 km/h. Il telaio, in tubi di acciaio, è del tipo a doppia culla continua. Posteriormente il forcellone oscillante di sezione rettangolare è collegato a due ammortizzatori oleopneumatici Marzocchi con 5 posizioni di regolazione di precarico, mentre davanti agisce una forcella Marzocchi dotata di sistema antiaffondamento con steli di 42 mm di diametro. L'impianto frenante è costituito da tré dischi Brembo, con pompe a doppio pistoncino. I cerchi a raggi, montati sin dall'origine su richiesta del proprietario e inizialmente destinati al mercato estero, consentono il montaggio di coperture di 18". Il motore è ancorato al telaio mediante l'utilizzo di silent block. Il carter è in alluminio sabbiato ed è divisibile sul piano orizzontale; l'albero motore, costruito in acciaio e scomponibile, ruota su quattro cuscinetti di banco di tipo misto. I pistoni, ottenuti da una fusione di alluminio, scorrono all'interno di canne riportate in ghisa. La distribuzione è del tipo bialbero comandata da un lunga catena simplex a rullini. Le valvole sono due per cilindro. L'alimentazione è assicurata da tré carburatori Dell'Orto di 32 mm. La lubrificazione è a carter umido con pompa ad ingranaggi. La trasmissione primaria utilizza due catene simplex; il cambio è a 5 rapporti e la frizione a dischi multipli è del tipo in bagno d'olio. Per questo modello era disponibile un kit di potenziamento che comprendeva alberi a camme, molle valvole, impianto di scarico del tipo 3 in 1, impianto di alimentazione costituito da carburatori di 36 mm di diametro e una serie di rapporti del cambio più adatti all'uso agonistico. L'esemplare fotografato è il primo immatricolato in Italia e porta sul suo libretto di circolazione la firma autografa di Massimo Laverda e Giulio Franzan, amici di Deo Pizzinato, l'attuale proprietario. "La mia SFC è stata immatricolata il 27 maggio 1986 - ci spiega Deo - quando la Casa di Breganze venne posta in amministrazione controllata. Massimo Laverda ottenne l'immatricolazione nel nostro Paese per soli otto esemplari riservandomi, come aveva promesso, il primo. Il motore della SFC conserva, come nei precedenti tricilindrici, una piccola indecisione nell'erogazione della potenza dovuta al tipo di accensione. La sua guida, nei tratti veloci, potrebbe risultare meno impegnativa se si adottasse una forcella adeguata, ma ciò ne altererebbe l'originalità".

DIDASCALIA

Alta scuola, scarso successo
Indiscutibilmente "anni ottanta" l'aspetto e la dotazione della laverda 1000 SFC: l'esemplare fotografato e' il primo immatricolato in italia.

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